Come gestire le emozioni sul lavoro: il ruolo del management.

gestire le emozioni sul lavoro: immagine di uomo d'affari meditando durante una runione conflittiva

I valori personali ed aziendali offrono al management un facile canale per gestire le emozioni sul lavoro. Perchè l’energia emozionale in azienda ha un impatto diretto sulla performance.

Parlare della gestione delle emozioni sul posto di lavoro non è facile. In tanti ambienti ancora prevale una visione materialista delle relazioni finalizzata esclusivamente al risultato.
Il rendimento incrementa significativamente quando le persone sperimentano benessere emotivo sul posto di lavoro. Contrariamente, la produttività crolla drammaticamente quando le persone si sentono esposte a mancanza di rispetto, comportamenti aggressivi e sminuenti.
Decine e decine di studi da anni dimostrano questa realtà, eppure le statistiche parlano di un aumento di comportamenti “incivili” da parte di coloro che coprono ruoli gerarchici alti. Gestire le emozioni sul lavoro diventa dunque un fattore importante della produttività e viabilità di un progetto professionale e aziendale.

Energia emozionale in azienda
Se non hanno sviluppato abilità concrete nel gestire le emozioni sul lavoro, le persone con ruoli di comando possono facilmente distruggere l’energia emozionale in azienda e produrre dipendenti demoralizzati attraverso una serie di azioni come, ad esempio:
  • allontanarsi da una conversazione perché perdono interesse;
  • rispondere alle chiamate nel mezzo delle riunioni senza lasciare la stanza;
  • deridere i colleghi sottolineando i loro difetti o errori di fronte agli altri;
  • ricordare ai loro subordinati il loro “ruolo” nell’organizzazione e nel “titolo”;
  • prendersi il merito dei successi e puntare il dito contro gli altri quando sorgono problemi.
Un caso
Marco (nome fittizio) è un giovane manager che ha un passato professionale di alta frequenza come consulente abituato a viaggiare in continuazione, chiudere progetti in tempi record, competere costantemente con i colleghi per dimostrare chi è più “smart”.
Ha appena creato la sua star-up e si rende conto che i comportamenti appresi in passato hanno un effetto nefasto con i suoi neo-impiegati: in pochi mesi ha perso già due talenti validi per questa sua mania di avere sempre ragione, dimostrare che è ‘di più’ e soprattutto non tollerare errori e idee diverse dalle sue.
Marco vende servizi di alta tecnologia ad aziende di vari settori e durante il processo di coaching si è reso conto di due cose fondamentali:
  • Il controllo delle emozioni in azienda è prioritario. La sua ansia di controllo dei processi lo ha confuso. Ha speso un eccesso di tempo in azioni che non erano di sua competenza e ha tralasciato aspetti più importanti, come la ricerca di clienti strategici o il disegno di nuovi servizi. La coscienza di non aver compiuto con il suo lavoro gli ha creato una irritazione continua che scaricava sui collaboratori.
  • Come proprietario e CEO, il suo comportamento ha un grande impatto sulla motivazione dei collaboratori. La sua capacità di gestire le emozioni sul posto di lavoro è la chiave di volta per assicurare che la energia emozionale in azienda è favorevole e non crea dissapori, conflitti, abbandoni e perdita di talento.
Allora, come gestire le emozioni sul lavoro?
La gestione delle emozioni nell’ambiente professionale è ancora un tema difficile, anche se non più tabù come prima della diffusione dell’intelligenza emotiva . L’energia emozionale in azienda si alimenta della cultura propria del settore. Il clima negli ambienti industriali è in genere più rigido di quello che possiamo trovare nelle aziende di servizio. In alcuni settori prevale un clima particolarmente competitivo, come in quello tecnologico, e la collaborazione diventa un punto dolente. Istituzioni e organizzazioni tendono a essere formali e con una struttura più burocratica, legata a programmi e a standard di processi e hanno una scarsa propensione a concedere autonomia, come nel caso di alcune ONG, le Università o le aziende partecipate.
Un ponte alle emozioni che risulta accettabile e comprensibile anche negli ambienti più conservatori e inflessibili viene dall’approccio a partire dai valori. Perché i nostri valori ispirano e giustificano la condotta. Sostanzialmente tutte le persone hanno dei valori che le guidano nelle loro azioni, coscientemente o no. E se parliamo di azioni, parliamo di emozioni, che possono avvicinarci o allontanarci dal risultato.
E tu, che ne pensi?
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